mercoledì 7 settembre 2016

Come riconoscere una persona spirituale?


Come riconoscere una persona spirituale?
Hanno chiesto ad un Maestro: "Come riconoscere una persona spirituale?"
Il Maestro rispose: "Non è ciò che dice, e non è ciò che sembra. E' l'atmosfera che si crea in presenza di lui. Ecco la sua testimonianza. Perché nessuno è in grado di creare un atmosfera che non appartiene al suo spirito."

Advanced Mind Institute Italia
http://divinetools-raja.blogspot.it
La Via del Ritorno... a Casa

Quando deciderai di amarti…

QUANDO DECIDERAI DI AMARTI, NEL TUO REGNO AVVERRA’ LA PIU GRANDE RIVOLUZIONE DI TUTTI I TEMPI

Celebrati! Lo so.. Non te l’ ha insegnato nessuno.. eppure non esiste Celebrazione più Sacra di quando la dedichi a te stesso. In un giorno qualunque, nel momento dell’Adesso.
Quanto hai camminato Anima? Quanto hai sperato? Quanto hai amato? Quali erano i tuoi sogni e quali di essi sono sopravvissuti? Solo tu lo sai.. Solo tu conosci l intensità di ogni momento che nella vita hai dedicato alla speranza..

Abbracciati. Rassicurati. Ascoltati. Concediti di ascoltare la tua Verità senza paura. Senza la paura di scoprire che forse è il momento di fare dei cambiamenti dentro e fuori di te.
E poi decidi. Hai la liberta’ di SCEGLIERTI . Fallo. Tutto il resto, tutto il sistema che hai messo in piedi con le vecchie convinzioni, si inchinerà di fronte a Te. Di fronte a Colui e Colei che rimetterà in testa la sua corona.

Quando TI SCEGLI e scegli di Amarti  il Potere che hai donato a tutto ciò che ti stava intorno e che reputavi più meritevole e in grado di gestirlo, tornerà a Te. E avverrà la più grande Rivoluzione di tutti i Tempi nel tuo Regno . C’e chi si ribellerà: saranno coloro che nutrivi senza dar loro la possibilità di imparare  autonomamente, sono coloro che rimandano di crescere e si attaccano agli eterni genitori, che si sentono vivi solo quando sono utili. (Comprendi?) C’e’ chi invece ne gioirà e saranno coloro che ti hanno sempre riconosciuto e aspettavano il giorno in cui ti saresti accorto di quanto sei speciale ..sono stati sempre li ad incoraggiarti e ad  aspettare il momento in cui decidessi di splendere in tutta la tua Luce.

Si disintegreranno le maschere su cui contavi, e si mostreranno i veri volti, non avrai più bisogno di apparenze. Non avrai più bisogno di sicurezze al di fuori di quelle che riconoscerai dentro di te. Quando hai il coraggio di denudarti vedi l’intero Mondo intorno a te come realmente è: Nudo nella sua Verità. Le illusioni non ti serviranno più. Quando avrai deciso che effettivamente vuoi esistere..dedicati un Rituale di Rinascita. Scegli un luogo nella Natura, richiama gli elementi che più ti risuonano e poi Battezzati..

Ringraziati ad alta voce per tutto!! Celebra la tua Rinascita, con la Terra e il Cielo testimoni di un grande evento: la tua decisione di Amarti.
 
Dimenticavo. ..se aspetti che qualcuno ti dia il permesso di farlo..sappi che non lo farà.. L’ intero sistema che ad oggi hai messo in piedi si nutre di ciò che non hai riconosciuto di te..
*riproduzione consentita solo con citazione della fonte – il testo fa parte di un libro in prossima uscita



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CHI NON AMA SE STESSO NON SI LASCIA AMARE


CHI NON AMA SE STESSO NON SI LASCIA AMARE

Chi NON AMA SE STESSO non si LASCIA AMARE. Chi non ama se stesso rende la vita difficile a chi vuole amarlo, non lascia entrare l’amore dell’altro perché potrebbe superare la barriera della sua stessa stima che ha di sé. Se si accorge che l’altro ama quelle parti che lui non accetta di sé, va in crisi e scappa. E’ una storia che si ripete sempre.

Innamoratevi di voi stessi, state lontano da chi sa attrarvi con questa sembianza di “bisognoso d’amore” che ha l’unico scopo di rendervi la relazione impossibile. In questa ambiguità colui che è incapace di amarsi ci sta molto bene, e chi ha il cuore aperto soffre perché cerca la chiarezza.
Questa chiarezza sembra sempre che stia per arrivare. Ma nasce sempre un nuovo problema.
Si chiama “Manipolazione e richiesta d’energia”.
 
Statene lontani, imparate a GODERE delle cose semplici e stupende. E se non ci sono, preparatevi a incontrarle.
Andrea Zurlini
Sito: http://www.andreazurlini.it/

venerdì 2 settembre 2016

LE PERSONE AUTENTICHE VIVONO IN MODO DIVERSO

LE PERSONE AUTENTICHE VIVONO IN MODO DIVERSO


Quando si incontra una persona autentica, si incontra qualcuno che ha imparato a vivere pienamente attraverso l’ascolto della propria anima.


Non ha scelto una vita “standard” nella quale l’omologazione e le pressioni sociali hanno preso il sopravvento, condizionando la sua quotidianità in quello che vuole fare. Le persone autentiche sono quelle persone appartenenti a quello che si definisce il “popolo liberato”, e c’è una buona ragione se sei attratto da queste persone.
Non è facile diventare una persona autentica… Spesso si deve osservare e rivalutare tutta la propria vita in modo consapevole e iniziare a relazionarsi con un nuovo modo di esistere. I vecchi posti di lavoro non andranno più bene, stare con i vecchi amici potrebbe fare sentire fuori luogo, ma non bisogna preoccuparsi per questo, questi segnali indicano che si sta crescendo e si sta diventando una persona autentica.

 

Le persone autentiche cosa fanno in modo diverso rispetto alle altre?

1. Dicono ciò che è nella loro mente ed esprimono le proprie opinioni con fermezza, ma non con rabbia. Se alcune persone sono in disaccordo con loro, questo non condiziona comunque la loro decisione.

2. Esse scelgono un lavoro e un percorso di carriera che le faccia stare bene, non ciò che i loro genitori o i loro amici credono sia giusto. Fanno le loro scelte sulla base della loro felicità, non in base al denaro o alla posizione socialmente ambita.


3. Esse non hanno paura di prendere un percorso di vita che le allontani da casa.In realtà, essi trovano il viaggio più curioso e stimolante.

4. Si innamorano di se stesse prima di innamorarsi di chiunque altro, e non si sentono in dovere di chiedere il permesso a nessuno di essere come sono. Esse non desiderano essere nessun altro.

5. Fanno le cose a modo loro. Le persone autentiche non si piegano alla pressione sociale, ma se la società le indirizza verso un modo giusto di fare qualcosa, sono felici di percorrere quella strada. Sono autentiche, ribelli, non religiose, ma spirituali!

6. Non prendono le cose sul personale. Per le persone autentiche, i commenti negativi e le critiche non sono prese a malincuore. Non è che a loro non importa quello che gli altri pensano, ma gli importa di più quello che loro pensano di loro stesse. Le critiche costruttive sono sempre benvenute, ma conoscono bene la differenza tra le critiche costruttive e le persone che cercano di abbatterle e demotivarle. 

7. Vogliono amici e partner che apprezzano le conversazioni profonde e un legame emotivo serio. Non vogliono perdere tempo in chiacchiere inutili, notizie e pettegolezzi in stile sensazionalista.

8. Esse seguono il loro cuore. Se tu vuoi, puoi seguire loro e il loro cuore, ma non aspettarti che la persona autentica cada ai tuoi piedi o cambi se stessa per te.

9. Non vogliono che succeda niente di male a nessuno, neanche a chi gli ha fatto del male o le ha fatte soffrire in passato e desiderano veramente che tutta le persone possano essere felici e prosperare nelle loro vite. Dato che è quello che vogliono per loro stesse, puoi scommettere che lo desiderano anche per te.

10. La persona autentica vede l’anima, non la persona. L’apparenza non ha molta importanza per loro!

lunedì 15 agosto 2016

Conosci te stesso

Conosci te stesso

"Conosci te stesso" è il fulcro di ogni vera trasformazione e crescita personale: anche se crediamo di conoscerci, in realtà conosciamo solo lo strato più superficiale del nostro essere - l'ego - fatto di abitudini meccaniche, di maschere e corazze, di credenze inculcateci da altri.

Se non abbiamo intrapreso un percorso di auto-conoscenza, al massimo riusciamo ad essere coscienti della nostra parte razionale, mentre poco o niente sappiamo circa le sensazioni, le emozioni, i sentimenti e molti altri aspetti che appartengono al nostro lato "irrazionale”.

Conoscersi davvero vuol dire mettersi in discussione e liberarsi da incrostazioni e apparenze, da condizionamenti e vincoli socioculturali che limitano il fiorire della propria individualità, così da poter contattare il nucleo più profondo del nostro essere.
Man mano che ciò avviene comprendiamo chi siamo veramente e che cosa vogliamo dalla vita, quali sono le nostre potenzialità e come possiamo svilupparle, incrementando la possibilità di intessere relazioni creative, fluide e reciprocamente soddisfacenti con altri esseri umani.

Si tratta di un processo rieducativo che non viene imposto da alcuna organizzazione o istituzione, ma liberamente scelto da coloro che non si riconoscono più nei limiti della vecchia cultura e desiderano risvegliare il proprio essere nella sua globalità

Per coloro che stanno iniziando un cammino di conoscenza e autoeducazione sono consigliabili letture o seminari, per poi proseguire, rielaborando personalmente quanto appreso.
✨✨ Tutto, gradualmente, va sperimentato nella vita quotidiana.
Vi amo anche oggi, rappresentate la parte integrante di quell'unico organismo che qualcuno chiama Dio ed altri Anima, ma è pur sempre Vita. Lunga Vita e immensa felicità 


La pazienza… sul sentiero


Una delle cose più difficili da sviluppare sul sentiero è la pazienza.
Io poi non so cosa sia la pazienza: sono nata di sette mesi, nel segno dei gemelli, la fretta è uno dei miei problemi.
 

Teoricamente è chiaro, a me e in genere a tutti, che avere fretta è controproducente e superficiale, ma nel momento in cui si vive la pulsione, l’automatismo “tutto e subito” prevale e scioglie ogni possibile comprensione. Infatti, la fretta, è uno dei veri nemici della comunicazione: ci si parla sopra gli uni con gli altri, oppure, peggio ancora, non si lascia finire gli altri di parlare, pensando di aver capito ciò che l’altro ci vuole dire. Peccato che l’altro, spesso, voleva dirci altro rispetto alle nostre affrettate conclusioni…
 

La fretta rovina i rapporti con gli altri, ma in primis ci tiene lontani da noi stessi.
La fretta mi divincola da quello che l’altro, che funge da ”strumento” spirituale per la mia evoluzione, mi può mostrare e che spesso non voglio vedere, sia in positivo che in negativo.
 

L’altro non ci mostra solo ciò che nascondiamo (e lui, lo fa pure con tanta nonchalance!!), ma potrebbe, salvo percorsi frettolosi e fuggitivi della nostra personalità, farci sentire tutta la tenerezza che boicottiamo, la compassione che divampa come un fuoco nei nostri cuori e che ci fa smettere di giudicare l’altro e la sua sofferenza. La fretta, spesso, è la maschera del giudizio.
La fretta ci lascia, con piacere distorto, nella nostra solitudine.
 

La fretta può essere definita agli antipodi della pazienza all’interno della nostra coscienza.
La persona paziente (non lenta!!), si avvicina alla vita dell’altro con rispetto per la sua unicità e per il suo dolore, coglie tutte le sfumature che la vita di questa persona ha creato nell’arcobaleno della sua personalità, ne gusta i colori, e si può permettere, con estrema delicatezza, di polarizzare la coscienza dell’altro sulle frequenze vive e armoniche della sua parte più bella.
La persona paziente ha sofferto, ha rughe forti che le solcano il cuore, ma ha il coraggio di stare nella vita, e la attraversa a testa alta. Il vero terapeuta ha gli occhi della pazienza, occhi come stelle che ti dicono: “respira, so che cosa provi, io ti capisco”.
La vera pazienza, che non è, come ho già detto, lentezza o apatia, ma una vera presenza nella vita.
 

Ora, rispetto ad un tempo, ho meno fretta, ho visto negli altri tante volte me stessa, e ancora li vedo e mi rendo conto di quanta tenerezza ho perso per strada, di quanto la mia personalità ha cercato, invano, di evitare il dolore, e ha creato vie illusorie, secondarie e più frettolose.
 

Ora rallento, sbaglio ugualmente certo, ma rallento, e ascolto i miei demoni che si divincolano alla frequenza forte della pazienza; non mi risparmio dal comprendere e dall’avere pazienza con me stessa e perdonarmi.
 

Per essere dei terapeuti non serve conoscere lo scibile umano, o avere poteri spirituali innati.
Il vero terapeuta ti guarda con pazienza e compassione e vede sé stesso…

martedì 26 luglio 2016

100 frasi per ricaricarti

  1. Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino. -Napoleon Hill
  2. Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. -Steve Jobs
  3. Sforzati di non avere solo successo, ma piuttosto di essere di valore. -Albert Einstein
  4. Due strade divergevano nel bosco, ed io… io scelsi quella meno battuta e questo fece la differenza. -Robert Frost
  5. La domanda comune che viene chiesto nel business è, ‘perché?’ Questa è una buona domanda, ma una questione altrettanto valida è: ‘perché no?’ -Jeffrey Bezos
  6. Sbagli il 100% dei colpi che non spari. -Wayne Gretzky
  7. Ho sbagliato più di 9000 tiri nella mia carriera. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte, mi hanno dato la fiducia per fare il tiro vincente dell’ultimo secondo e ho sbagliato. Ho fallito più e più e più volte nella mia vita. È per questo che ho avuto successo.-Michael Jordan
  8. Ogni battuta mi porta vicino alla prossima corsa alla base. -Babe Ruth
  9.  La Chiarezza di intenti è il punto di partenza di ogni successo. -W. Clement Stone
  10.  La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti. -John Lennon
  11.  Noi diventiamo ciò che pensiamo. -Earl Nightingale
  12.  Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora,abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.-Mark Twain
  13. La vita è il 10% ciò che ti accade e x il 90% come tu reagisci alle cose che ti accadono. -John Maxwell
  14.  Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai ciò che hai sempre ottenuto. -Tony Robbins
  15. Gli sciocchi aspettano il giorno fortunato, ma ogni giorno è fortunato per chi sa darsi da fare.-Buddha
  16.  Il miglior momento per piantare un albero era vent’anni fa; il secondo miglior momento è ora. -Proverbio-Cinese
  17.  Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta -Socrate
  18.  Si vive una sola volta. E qualcuno neppure una. -Woody Allen
  19.  Non aspettare. Il tempo non sarà mai giusto. -Napoleon Hill
  20.  Vincere non è tutto, lo è il provare a vincere. -Vince Lombardi
  21.  Io non sono un prodotto della mia situazione. Io sono un prodotto delle mie decisioni. -Stephen Covey
  22.  Ogni bambino è un artista. Il problema è come rimanere un artista una volta che si cresce. -Pablo Picasso
  23.  Non si può mai attraversare l’oceano se non si ha il coraggio di perdere di vista la riva. -Cristoforo Colombo
  24.  Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto detto, quanto fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire. -Maya Angelou
  25.  Possiamo avere di più di quello che abbiamo perchè possiamo diventare di più di quello che siamo. -Jim Rohn
  26.  Sia che tu pensi di potere o di non potere, hai ragione -Henry Ford
  27.  I due giorni più importanti nella tua vita sono il giorno in cui nasci e il giorno in cui scopri il perché sei nato. -Mark Twain
  28. Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora. -Johann Wolfgang von Goethe
  29. L’uomo è uno scolaro e il dolore è il suo maestro.- Mahatma Gandhi
  30. Le persone spesso dicono che la motivazione non dura. Bene. nemmeno un buon bagno, rispondo io, per questo si raccomanda di farlo ogni giorno-Zig Ziglar
  31. L’ispirazione esiste, ma ci deve trovare già all’opera. -Pablo Picasso
  32. Se una voce dentro di te continua a ripeterti “non sarai mai in grado di dipingere”, allora dedicati alla pittura con tutto te stesso, e vedrai che quella voce sarà messa a tacere. -Vincent Van Gogh
  33. C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla, e non essere niente. -Aristotele
  34. Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta. -Henry Ford
  35. L’unica persona che sei destinato a diventare è la persona che decidi di essere. -Ralph Waldo Emerson
  36. Vai con fiducia nella direzione dei tuoi sogni. Vivi la vita che hai immaginato. -Henry David Thoreau
  37. Quando mi troverò di fronte a dio alla fine della mia vita, mi augurerò di non avere neanche un briciolo di talento rimasto, in modo da dirgli : “ho usato tutto quello che mi hai dato” -Erma Bombeck
  38. Che cosa puoi fare tu, solo tu, di modo che, facendolo bene, farai la differenza?- Brian Tracy
  39. Se tu parli agli animali loro anche ti parleranno, così vi conoscerete. Se non parli agli animali, non li conoscerai mai. E ciò che non conosci lo temerai sempre. Ciò che si teme, si distrugge. – Antico proverbio indiano
  40. Ogni volta che ti viene chiesto se puoi fare un lavoro, rispondi, “Certo che posso!” Poi datti da fare e scopri come farlo. -Theodore Roosevelt
  41. Tutto quello che hai sempre voluto è dall’altro lato della paura. -George Addair
  42. Si può facilmente perdonare un bambino che ha paura del buio, la vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce. -Platone
  43. Una volta che hai scelto la speranza, tutto è possibile. -Christopher Reeve
  44. Inizia dove ti trovi. Usa ciò che hai. Fai ciò che puoi. -Arthur Ashe
  45. Quando avevo 5 anni, mia madre mi disse che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero che cosa avrei voluto essere da grande. Io scrissi ‘felice’. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita. -John Lennon
  46. Cadere sette volte e alzarsi otto. Proverbio-giapponese
  47. Quando una porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma spesso guardiamo così a lungo la porta chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi. -Helen Keller
  48. Ogni cosa ha bellezza, ma non tutti la possono vedere. -Confucio
  49. Che bello il fatto che nessuno debba aspettare un momento particolare per iniziare a migliorare il mondo -Anne Frank
  50. Chi conosce gli altri è sapiente,chi conosce sé stesso è illuminato.Chi vince gli altri è potente,chi vince sé stesso è forte. -Lao Tzu
  51. La differenza tra una persona di successo e gli altri non è la mancanza di forza o mancanza di conoscenza,piuttosto una mancanza di volontà. -Vince Lombardi
  52. La felicità non è qualcosa di già pronto. Viene dalle vostre azioni. -Dalai Lama
  53. L’unico modo di trovare i limiti del possibile è andando oltre loro nel impossibili. -Arthur C. Clarke
  54. Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo. -Aristotele
  55. Se il vento non serve, usa i remi. -Proverbio latino
  56. Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila….
  57. Chi ama molto, rende molto, e può fare molto, e ciò che viene fatto in amore è fatto bene. -Vincent Van Gogh
  58. Troppi di noi non vivono i nostri sogni perché stiamo vivendo le nostre paure. -Les Brown
  59. Le sfide sono ciò che rende la vita interessante e il loro superamento è ciò che rende la vita significativa. -Joshua J.Marine
  60. Il modo per iniziare è quello di smettere di parlare e iniziare a fare. -Walt Disney
  61. Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicare. Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare. -Leonardo da Vinci
  62. Le limitazioni vivono solo nella nostra mente. Ma se usiamo la nostra immaginazione, le nostre possibilità diventano infinite. -Jamie Paolinetti
  63. Confida a te stesso i tuoi terrori più profondi: dopo di ciò, la paura non avrà più potere, la paura della libertà si assottiglierà fino a scomparire, e tu sarai libero. -Jim Morrison
  64. Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro. -Bob Dylan
  65. Non ho mancato la prova. Ho appena trovato 100 modi per farla sbagliata. -Benjamin Franklin
  66. Se vuoi avere successo, il tuo desiderio di successo deve essere più grande della tua paura di fallire. -Bill Cosby
  67. Una persona che non ha mai commesso un errore non ha mai provato nulla di nuovo. – Albert Einstein
  68. La persona che dice che non si può fare non dovrebbe interrompere la persona che lo sta facendo. Proverbio-Cinese
  69. Il segreto nella vita, come nello sport, sta nel cercare l’adrenalina nelle emozioni e non nel doping.- Antonio Piazzolla
  70. Non è mai troppo tardi per essere ciò che avresti potuto essere. -George Eliot

FARFALLE

FARFALLE
"Quando poniamo molta fiducia o aspettative in una persona, il rischio di una delusione è grande.

Le persone non esistono in questo mondo per soddisfare le nostre aspettative cosi come noi non siamo qui per soddisfare le loro.

Dobbiamo bastare …dobbiamo bastare a noi stessi sempre, e quando vogliamo stare con qualcuno dobbiamo essere coscienti che stiamo insieme perché ci piace, lo vogliamo e stiamo bene, giammai perché abbiamo bisogno di qualcuno.

Una persona non ha bisogno dell’altra, esse si completano… non per essere due metà, ma per essere un intero, disposte a condividere obiettivi comuni, gioia e vita.

Nel corso del tempo, ti rendi conto che per essere felice con un’altra persona, è necessario, in primo luogo, che tu non abbia bisogno di questa persona.

Comprendi anche che la persona che ami (o pensi di amare) e che non vuole condividere niente con te, sicuramente, non è l’uomo o la donna della tua vita.

Impari a volerti bene, a prenderti cura di te stesso, e principalmente a voler bene a chi ti vuole bene.

Il segreto non è prendersi cura delle farfalle, ma prendersi cura del giardino, affinché le farfalle vengano da te.

Alla fine troverai non chi stavi cercando, ma chi stava cercando te."
Mario Quintana

Fonte commento di racu cle G+

Nella Mia follia…

Come combatto la malattia?


Mi è stato chiesto come combatto la malattia?

In un equilibrio precario sopra la mia follia del vivere...
e prima di leggere nei miei occhi la mia amarezza...
potrai leggere il mio Amore...

Perchè adoro cercare di vivere quella follia, che si trova dentro di me.
Non è la follia del mondo o del vivere comune.
Quella la lascio, ai poeti e agli artisti...

La mia follia è di un uomo qualunque, che si nutri delle proprie lacrime, come quanto dei propri sorrisi.
E in quelle lacrime e sorrisi, che trovo l'Amore per abbracciare ciò che mi accade.

Nell'Amore di ciò che è passato, nell'Amore di ciò che è l'Attimo, nell'Amore di ciò che sarà domani, che Amo ciò che Mi accade.
Nella Mia follia, non c'è guerra, non c'è battaglia, c'è Amore.

Non combatto, ma semplicemente Amo!
G. Boccia

martedì 5 luglio 2016

Chi è felice è pazzo

Chi è felice è pazzo

Dalle mie parti si usa dire così. Tanto vale, mi sono detto, scrivere un articolo per sfatare questo proverbio popolare che è al contempo IL PIU' GRANDE OSTACOLO ALLA REALIZZAZIONE DI SE. Ai nostri giorni, specie nella parte occidentale del mondo, conta molto di più l'apparire rispetto all'ESSERE. Basta accendere la Tv (per chi ancora lo fa) o collegarsi ad internet, per venire subito sommersi da pubblicità che invitano ad acquistare oggetti e servizi di diverso genere.

Queste pubblicità cercano, attraverso suoni ed immagini gradevoli, di trasmettere sensazioni ai potenziali acquirenti. Scopo di tutto ciò è quello di far credere a chi le osserva che solo comprando quel prodotto potranno essere felici, soddisfatti, avere donne, successo.

Scopo fondamentale della pubblicità è proprio quello di FARE SPOSTARE L'ATTENZIONE DELLE PERSONE DAL PROPRIO CENTRO VERSO L'ESTERNO. Così facendo, però, chi crede ancora nella pubblicità tenderà a sentirsi inadeguato e a provare una sensazione d'incompletezza fintanto che non riuscirà ad ottenere quel determinato prodotto reclamizzato.

Potrà anche accadere che, prima o poi, riesca ad acquistarlo ma, dopo pochissimo tempo, si sentirà più vuoto rispetto a quando lo desiderava. Dopotutto, scopo della pubblicità è quello di CREARE DEI BISOGNI ILLUSORI ALLO SCOPO DI GUADAGNARE ATTRAVERSO LA CREDULITA' DELLA GENTE.  

Da qui, ecco riallacciarmi al titolo del mio articolo: CHI E' FELICE E' PAZZO! Potrebbe essere diversamente? Nessuno crede di poter essere felice, semplicemente perchè il mondo esterno lo ha DECENTRATO, facendogli credere che, per raggiungere la felicità, OCCORRE ACQUISTARE, CONSUMARE SEMPRE DI PIU'.
Quale sarà la conseguenza di tutto ciò? La corsa sfrenata verso il possesso materiale di oggetti, servizi, persone e quant'altro possa compensare (sempre e solo temporaneamente) quel senso di vuoto artificiale indotto dagli spot commerciali. Ogni persona che pensa di poter trovare la gioia al di fuori di se, sarà destinata allo scontento eterno ma non solo.

Chi rivolge la propria attenzione all'esterno, credendo che la felicità debba provenire DA OGGETTI O SITUAZIONI, sarà destinato a FAR DIPENDERE LA PROPRIA FELICITA' DA FATTORI A LUI ESTERNI. L'unica cosa che otterrà saranno varie forme di dipendenza, RARAMENTE GIOIA. LE COSE MATERIALI, INFATTI, SONO SOLO ILLUSIONI.

Chi rimane centrato nonostante i bombardamenti da parte della pubblicità lo fa perchè HA GIA' TROVATO IL SUO EQUILIBRIO DIMORARE NEL SE. Ovviamente, quando non si cambia un abito a settimana, non si compra continuamente roba il più delle volte inutile e, nonostante tutto, si riesce ad Essere felici, si rischierà di essere presi per delle persone senza pretese, insignificanti, "non alla moda".

Ma tutto questo non è reale, è solo frutto di comportamenti pilotati dall'alto allo scopo di FAR ADEGUARE LE MASSE AI VOLERI DI POCHI CONOSCITORI DEI PROCESSI MENTALI SCATENANTI LE DIPENDENZE E, QUINDI, LE SCHIAVITU' NEI CONFRONTI DEGLI OGGETTI MATERIALI.

Ecco che, sarà "normale" che, quando vedremo per strada sorridere una persona su un'auto utilitaria, tenderemo a dire che è pazza, cosa ci sarà di tanto divertente, poi, nel ridere per il semplice gusto di farlo? Dopotutto, chi di noi non ha provato imbarazzo nel sorridere ad una bella giornata di sole per paura di essere giudicato pazzo?

COS'HAI DA RIDERE SE NON HAI? Chissà perchè, poi, tutte le persone che hanno e continuano a puntare ad avere oggetti, servizi, cose e persone, sono tutte insoddisfatte, tristi, malate, a volte muoiono. VALE LA PENA DI MORIRE PERCHE' SI VUOLE AVERE O E' MEGLIO VIVERE DA PAZZI DIMORANDO NEL SE?

In questo mondo di zombie emozionali, dove è quasi vietato rallegrarsi per il solo fatto di essere vivi e poter sentire i raggi del sole sulla propria pelle, potrà ancora esistere chi, nonostante tutto ciò, avrà ancora il coraggio di essere "pazzo" e sopravvivere al caos emozionale?

Cosa occorre per essere felici? Il semplice fatto di VOLERLO basta. Impariamo a sorridere e sorriderci di più allo specchio, ad amare la vita COSI' COM'E' senza aspettarci nulla, semplicemente VIVENDOLA, QUI E ORA. Se essere semplici e gioiosi significa essere "pazzi", allora questo sarà sempre meglio di vivere da schiavi per soddisfare i voleri delle multinazionali presenti in qualsiasi settore dell'economia.

Amore: un viaggio alla conoscenza di sé

Amare e’ un avventura senza tempo, senza orizzonti, senza obiettivi. 
Amare e’ assumersi la responsabilità di un viaggio che, nell’incontro con ogni persona insegnerà qualcosa a ciascuno su se stesso/a. 

Inutile puntare la bussola su quello che si vorrebbe, su quello che si sente dire, su quello che dovrebbe essere giusto, il percorso interiore di ciascuno porta all’approdo verso terre che sono di importanza vitale, anche se a volte possono far male. Ma anche nella sofferenza, nel dolore c’è sempre un insegnamento, un diamante, un talismano da conservare per se’. 

E’ il viaggio ciò che conta, e la capacità di sostare, di conoscere e di saper prendere la propria barca e andare via quando il viaggio riprende. 
Amare e’ capacità di scegliere, così come amare è consapevolezza. 
Le storie d’amore sono soste, di conoscenza di se’, dell’altro, e accettazione della fine di una sosta.
Amare e’ accettare di riprendere da soli, nel viaggio. Nessuno può manipolare il tempo. 

Non esiste un amore giusto, sbagliato, ognuno raccoglie il suo frutto nel suo viaggio, e qualcuno riprenderà la sua barca una volta, chi due, chi per tre volte .. chi una vita, chi una volta sola. 

Se c’è consapevolezza c’è amore. Quale frutto sarà il migliore? Quale viaggio il più ricco? Non tutti si nutrono dello stesso cibo, non tutti sono viaggiatori e si immettono in mare alto alla ricerca di nuove terre. 
Un terapeuta può solo aiutare una persona a trovare consapevolezza, quando si è stancata di ciò che mangia, quando soffre per la sosta prolungata e non sa più come rimettersi in viaggio e ha bisogno di conoscere ancora di sé.
(Antonio Dessi’)

venerdì 3 giugno 2016

Lasciate andare e siate felici

Lasciate andare e siate felici

L'attaccamento è la causa di ogni male. Attaccamento a un'idea, a un'opinione, attaccamento a una posizione, a un periodo della propria vita, a un ruolo. Attaccamento alle cose o alle persone. E così cerchi di fermare il flusso, che di esser fermo non ne vuole sapere. Cerchi di congelare il tempo e la vita in forme pensiero statiche e senza alcuna vitalità, in credenze senza alcun valore. Cerchi di avere ragione e di dire che l'hai subita troppo grossa per lasciarla andare, che sono stati troppo cattivi per perdonarli e che la vita è stata troppo dura con te.

Ti attacchi alla tua sofferenza con la quale ti rappresenti, ne parli, ti lamenti, la esibisci continuamente come un trofeo. L'attaccamento accresce la stasi, la cementificazione, e in generale l'inerzia di quelle vite che sembrano non andare da nessuna parte. Incontro tutte queste persone con problemi fisici, economici, psicologici, nella maggior parte delle quali il solo vero intoppo è la loro incapacità di lasciar andare qualcosa o qualcuno.

L'attaccamento è il male più acuto e l'unico vero male a mio avviso. Se vado a scavare nella vita delle persone trovo sempre che tutto il loro malessere nasce da una opinione sulla realtà, una decisione presa chissà quanto tempo fa, di considerare la vita in un certo modo, congelandola così in convinzioni folli. E allora cerco di capire come questa decisione sia stata presa, chi ne erano gli attori protagonisti, chi le comparse, quali le atmosfere.

Scavo alla ricerca di quella sfocatura che rende le persone tristi, affrante, ammalate. E quasi sempre trovo una o più decisioni che non sono state mai più messe in discussione, trovo giudizi, opinioni, prese di posizione che hanno cristallizzato una vita in direzione del dolore. 

Trovo che le persone si attacchino a queste convinzioni dolorose con le unghie e con i denti. E ho scoperto che l'arte di lasciar andare è veramente ciò che salva la vita. La capacità di rinunciare al proprio dolore per quanto grande e giustificato possa sembrarci, così come la possibilità di essere altro da quello che si è stati finora, è ciò che ci può portare al prossimo passo del nostro percorso, fuori dalla palude di giudizi e opinioni che ancora riteniamo veri. La disposizione interiore ad ammettere di avere torto, ad abbandonare luoghi, persone, situazioni, identificazioni e periodi della propria vita è ciò che decongestiona, sfiamma e guarisce le persone. Lasciar andare in profondità significa scaricare le forme pensiero degenerative che abbiamo collezionato in una intera esistenza (e anche nelle precedenti se credete alla reincarnazione) e permettere alla realtà di scivolare verso nuove forme. 

Lester Levenson affermava che tutta la realtà della nostra esistenza si basa su una decisione soltanto: o lascio andare qualsiasi pensiero ed emozione abbia in mente, o trattengo. Se trattengo continuo a perpetrare la follia di una esistenza diretta da un io piccolo che crede nell'avere ragione (il cosiddetto karma, al quale tutto sommato non credo più). Se rilascio entro nel flusso e nella fluidità. Ma la decisione è sempre mia, in ogni momento e ad ogni passo. Per questo continuo a ritenere l'arte del rilascio come una delle più sofisticate metodologie della coscienza, a discapito della sua semplicità. A molti di quelli con cui l'ho condivisa è cambiata la vita. E sicuramente cambiò me quando molti anni fa il mio primo insegnante di rilascio, alla mia dettagliata esposizione di tutti i miei complicatissimi e pesantissimi problemi esistenziali e fisici, rispose sorridendo come se niente fosse 'questa è la storia che ancora ti racconti... ora puoi lasciarla andare?'.
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Amo "ascoltare" le persone raccontarsi. La lettura è un ottima attività d’ascolto, un ascolto particolare  privo di suono  ed espressioni, un ascolto  cieco e sordo  che richiede fede in quel che leggi  non vi sono  altro che righe  formate da parole . Eppure è un ascolto che se usato in modo appropriato riesce persino  a donare  la  vista all’intelletto e accrescere l'intuizione.

Leggere fra le righe richiede il "crisma" del  non-giudizio con cui impartire a chi scrive il "sacramento di esistere" per quel che è. è un attività  più che di riflessione di percezione  delle sensazioni interiori degli altri.

Ragionamento e  razionalità possono fuorviare e portare lontano dal vero intento d’espressione dell’autore. Non serve a nulla se nel contempo che leggiamo  dialoghiamo  con noi stessi  al fine di costruire  una critica totalmente negativa o positiva che sia in tal caso la nostra personale visione e percezione si sostituisce a quella dell'autore.

Possiamo permetterci di avere tutto il tempo che volgiamo,  a differenza del dialogo verbale che avviene lì per li con la lettura  abbiamo tutto il tempo di rimandare a domani ogni qualsivoglia risposta lasciando scemare ogni atteggiamento stizzoso e superbo del nostro io, abbiamo tutto il tempo di studiare e osservare quali sensazioni ed emozioni suscita questo semi dialogo non-verbale in noi, perché al di sopra di tutto per  la buona riuscita del gioco bisogna  rivolgere lo sguardo a noi stessi rispecchiandoci nelle parole degli altri non viceversa, senza fare discernimento fra chi dice bene  o male, chi ha ragione o torto...ti devi solo rispecchiare con tutte le distorsioni possibili.

La regola quindi è che  quando leggiamo gli scritti degli altri; di qualunque natura essi siano, è quella dell’ascolto silenzioso senza pensieri di sottofondo combattendo contro ogni giudizio o pregiudizio, questa “mia personale regola” vuole ricordarmi che non è la mia persona ad esprimersi  ma è il frutto dell'altrui coscienza e che desidero solo osservare quale effetto provoca dentro di me.

Sondare l'interiorità di se stessi  a volte sconosciuta anche all'autore stesso in alcuni casi fa emerge  un “io” imbestialito, rancoroso, in altri  si eleva al livello della stupidità, cosi come l’ignoranza può manifestarsi con un fraseggio nonsense, in molti altri casi  invece emerge  tutta la pienezza dell’anima, della conoscenza e dell’esperienza ma di fatto nel bene e nel male tutti siamo lì con la nostra storia e la nostra verità.

A volte invece può succedere che spinta da un strano smanioso bisogno  frugo fra gli scritti degli altri alla ricerca delle  parole che vorrei sentirmi dire.

Quando mi incammino verso questo tipo di ricerca so già dall’inizio che ciò che ricerco sono esattamente “quelle parole” di cui ancora non ho prova della loro esistenza, ancora non hanno consistenza né dentro di me né ho prova che esistono davvero  ma  qualcosa mi dice: -che, si! Da qualche parte esistono- .

Sono quelle parole che raramente hai occasione di sentirti dire ma dentro di te  vivi lo struggente  bisogno che ti vengano dette, o semplicemente  non arrivano quando dovrebbero e solo allora la mia diventa una ricerca senza sosta né stanchezza risoluta a proseguire la ricerca mai abbastanza mai abbastanza appagata.
 Fino a quando una notte persa nella spasmodica  ricerca  finalmente "udii"  da un racconto un breve scambio di battute fra due persone avvenute al momento di salutarsi dopo aver  insieme  percorso  un ricco lungo  viaggio in treno, un viaggio compiuto fra  sensazioni e scoperte interiori fra due persone che prima di allora era due perfetti sconosciuti l'uno per l'altro.
Eccole finalmente ! Le parole che volevo sentirmi dire: “-Ricorda ancora: “la notte è incinta ”! Partorirà sempre un nuovo giorno.
-Per cui non aver mai timore, amico.”

Non avere mai timore”  leggerle  mi regalarono forza ed entusiasmo.

Quel “non avere mai timore” arrivò  direttamente  nelle orecchie del mio profondo, si trasformarono  in un abbraccio  rassicurante e protettivo, fu un po'  come ricevere  il bacio della benedizione sulla fronte. Chi non ricorda; se almeno una volta nella vita ne ha ricevuto uno, la fantastica sensazione “d’immortalità” seppur passeggera che lascia impresso sulla pelle e nell’anima.


Chi più ti ama ti benedice nel nome di Dio o degli dei, e a te mai potrà accadere nulla, nulla che non possa risolversi al rinascere di un nuovo giorno, sei benedetta dall’amore di chi ti ama, ora e per sempre.